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studio e prevenzione dell'infertilità e la tutela della genitorialità.

"Festeggeremo solo quando la Procreazione Medicalmente Assistita entrerà nei Lea"

Fertility Day: contromanifestazione dell'Associazione Hera di Catania

Grande affluenza allo sportello informativo "Tutela la tua genitorialità", aperto al pubblico in Piazza Stesicoro fino al 24 settembre

 

 

CATANIA, 21 settembre 2016 Una vera e propria contromanifestazione al Fertility Day indetto dal Ministero della Salute: è quella che sta organizzando in questi giorni l'Associazione Hera onlus di Catania con l’iniziativa "Tutela la tua genitorialità", premiata da grande riscontro e affluenza di pubblico. Già dal 19 settembre, e fino al 24, per una settimana, tutti i pomeriggi dalle ore 16 alle 20, è stato predisposto in Piazza Stesicoro un efficiente sportello informativo e divulgativo.

"Festeggeremo quando la Procreazione Medicalmente Assistita sarà inserita nel nomenclatore dei Livelli essenziali di assistenza" , dichiara il presidente di Hera Mario Gambera. "Il Piano di Fertilità e la conseguente campagna di comunicazione, tra le altre pecche, non ha tenuto conto della voce e delle esigenze non più procrastrinabili delle coppie sterili, che non vedono attuato e tutelato il proprio diritto alla genitorialità, peraltro costituzionalmente garantito dalle sentenze della Consulta".

È importante rilevare che quello allestito da Hera è di fatto l’unico "Village" aperto al pubblico, il solo in Italia, dopo l’annullamento per motivi di sicurezza delle analoghe iniziative previste dal Ministero. Ma Hera ha deciso di andare comunque avanti, avendo tutto già predisposto. È significativo, e deve far riflettere, che a prendere questa risoluta posizione sia stata, con grande credibilità, un’associazione che da oltre vent’anni agisce a tutela dei pazienti infertili, di coloro cioè che per diventare genitori sono determinati a ricorrere a trattamenti medici e alla Procreazione Medicalmente Assistita, sia omologa che eterologa. A fronte dell’imponente campagna rivolta dal Ministero alla popolazione fertile per combattere il calo delle nascite, le coppie sterili che chiedono di accedere alle cure non hanno bisogno di essere sensibilizzate a fare figli, ma semmai di incentivi per ridurre i costi. L’associazione Hera continua perciò a lottare per introdurre tali terapie nel nomenclatore dei LEA (Livelli essenziali di assistenza), al fine di renderle accessibili ai meno abbienti: inserimento più volte annunciato, anche in queste ore, dal Ministro Lorenzin, e tuttavia ancora incerto nella realizzazione e nelle modalità.

Più ampiamente, il progetto "Tutela la tua genitorialità" è stato configurato da Hera per informare e sensibilizzare la cittadinanza sulle tematiche relative all’infertilità, alle sue cause, alla prevenzione e ai possibili percorsi di cura, inquadrando al contempo le problematiche di tipo sociale e giuridico. Se la denatalità in Italia è ormai un’emergenza, non tutti sanno che esistono tempi biologici condizionanti la possibilità di diventare genitori, che alcuni stili di vita potrebbero creare problemi alla capacità riproduttiva, che è possibile conservare la fertilità in pazienti affetti da neoplasie. Particolarmente ricco il programma della giornata clou del 22 settembre, che si aprirà alle ore 16 con la presentazione dell’iniziativa a cura del presidente di Hera, Mario Gambera. A partire dalle 16.30 sono previste consulenze medica e/o psicologica alle coppie o agli adulti che vorranno chiedere un consulto sull’infertilità. L’equipe comprende ginecologi, andrologi, psicologi, endocrinologi, biologi, specialisti in PMA. Seguiranno, alle 18.30, le testimonianza delle coppie che hanno realizzato il loro desiderio di diventare genitori. Alle 19.30, rassegna e proiezione dei progetti intrapresi dall’Associazione nell’arco di 20 anni, con l’analisi delle vittorie raggiunte e dei futuri obiettivi. Saranno distribuite alla cittadinanza brochure informative e verranno eseguiti spettacoli di animazione per grandi e piccini. Prevista anche la presenza di Scuole e Istituti Superiori.

L’Associazione HERA onlus, da sempre impegnata nella ricerca, prevenzione, cura dell’infertilità scende dunque ancora una volta in piazza a tutela della genitorialità. Ruolo determinante possono avere a tal fine le campagne informative, anche in materia di donazione dei gameti per la Pma eterologa. Altrettanto fondamentale appare la costruzione di una rete di sinergie, come conferma l’esperienza condotta in Sicilia da Hera, che ha organizzato nei mesi scorsi importanti iniziative, all’interno dei vari distretti sanitari, per promuovere modelli organizzativi che coinvolgano nel territorio tutte le diverse competenze interessate, dai medici di medicina generale, ai consultoriali e a quanti operano nei centri di PMA. Per lavorare in sinergia con gli specialisti del settore, i soli che possono elaborare e proporre soluzioni concrete, i soli che possono fondare e incrementare una vera, necessaria "cultura della fertilità".

Fertility Day Il Village di Hera

È infatti ormai accertata la riduzione delle nascite nel nostro paese: il numero medio di figli per donna è di 1.29, ben al di sotto della soglia di sostituzione (2.1) che consente a una nazione di garantire un ricambio generazionale. Ciò è dovuto principalmente alla mancanza di sostegno, da parte dello Stato, alle coppie di giovani che desiderano formarsi una famiglia, e, all’assenza di aiuti statali alle madri che studiano e lavorano. Ne deriva un rinvio della prima gravidanza con un conseguente innalzamento, per la donna, dell’età di concepimento del primo figlio (età media 32 anni). Nei paesi che hanno effettuato politiche di sostegno alle coppie infertili, i bambini nati con l’aiuto della PMA raggiungono invece il 5-6 per cento, con una punta nei paesi scandinavi che tende a raggiungere una percentuale a due cifre. Come emerge dai dati Istat e del Ministero della Salute, l’Italia è fanalino di coda, ferma al 2,5 per cento, causa il mancato inserimento della PMA nei LEA, facilitazione che invece raddoppierebbe tale percentuale, favorendo le coppie meno facoltose, con una previsione di circa 25000 nati l’anno, il 5 per cento del totale. La PMA si configura così come uno degli strumenti più rapidi ed efficaci per combattere la denatalità.

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